MAXIERRA è Massimiliano Gianserra, artista contemporaneo, DJ e producer romano, cresciuto dentro l’anima segreta di Piazza Navona. La sua infanzia scorre tra i marmi che cambiano tono con il passare delle ore, le ombre dei vicoli che si allungano come pensieri, il brusio della piazza che non smette mai di raccontare qualcosa. In quel teatro quotidiano — fatto di luce, vento, passi, improvvisazioni — nasce il suo modo di guardare il mondo, una sensibilità che assorbe atmosfere, dettagli, vibrazioni emotive senza mai cercare di spiegarle.
 
Negli anni dell’adolescenza, Roma diventa per lui un territorio aperto, quasi una mappa da attraversare seguendo il suono. La musica arriva così, non come disciplina, ma come scoperta, come incontro inatteso, come libertà che si insinua tra le strade e rimane.
 

 

La sua ricerca si muove oggi su un asse preciso: arti visive e musica elettronica come due parti dello stesso organismo creativo. La pittura è gesto, materia, impulso; la musica è la sua estensione emotiva, un territorio dove ritmo, atmosfera e narrazione diventano suono. Non sono linguaggi paralleli, sono due modi di dire la stessa cosa.
 

 

Le sue selezioni attraversano jazz, bossa nova, funk, soul, house, deep, soulful, afro e tribal, con una cura quasi curatoriale. Ogni performance è un ambiente, vibra, respira, si adatta al contesto senza perdere identità. Non stupisce che realtà come Hilton Rome, EuroSky Roof, Chapter Hotel, Settimo Roof Restaurant, Rooftop Rinascente, CYBO Cocktail Bar, Tevere Expo, Ellington Jazz Club e altre location prestigiose abbiano scelto la sua firma sonora.
 

 

Parallelamente, la produzione pittorica evolve come una ricerca sul gesto e sulla materia. Autodidatta, MAXIERRA costruisce un linguaggio che oscilla tra figurazione e astrazione, dove il segno è movimento e il colore è struttura emotiva. Le sue opere non illustrano: evocano. Sono frammenti di ritmo, memoria, tensione, equilibrio.

 

MAXIERRA nasce proprio da questa convergenza, pittura e musica come due forme della stessa sensibilità, due superfici che raccontano un unico percorso fatto di esperienza, ritmo, colore, movimento. Le opere e le performance diventano capitoli di una narrazione continua, un’identità artistica che non separa ma unisce.
 

 
MAXIERRA — Bound as One.
 

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